lunedì 15 ottobre 2012

Augusto Monterroso, Movimiento perpetuo

Movimento perpetuo, tra illusione e oblio



   
  Movimento non significa necessariamente cambiamento. Quando la vita segue un andamento ciclico, per quanto e per quanto veloce si muova, rimane sempre ferma. Come una giostra, che ruotando, ruota sempre su se stessa. L'impeto e la velocità del movimento, a volte, possono catturare a tal punto la nostra attenzione da impedirci di spostare lo sguardo e notare che la giostra sia immobile a terra.
   Il racconto di Augusto Monterroso, “Movimiento perpetuo”, ci trascina in una lettura senza fiato, dove le frasi si susseguono senza riposo, trascinandoci nell'illusione di un movimento inarrestabile. Se in un primo momento, la protagonista del racconto appare come l'artefice della sua storia, la scrittrice del suo futuro, capace di controllare e prevedere la banalità delle azioni che si presenteranno; dopo una nuova riflessione, c'è da chiedersi se, al contrario, non sia ingabbiata in quel movimento ciclico che la rende passiva e subordinata all'andamento degli eventi, piuttosto che al di sopra degli stessi.
   Forse l'autore ci ricorda che a volte l'individuo permette che la capacità di azione venga annullata dall'illusione? Non solo. Anche la percezione del movimento è alterata dalla memoria, lasciando dimenticare ciò che andrebbe ricordato. Pertanto, gli eventi si alternano tra l'illusione del cambiamento e della padronanza su di essi, e l'annullamento operato dalla memoria.
   La vita finisce col trascinarci con sé, muovendosi ma ripetendosi, senza mai cambiare realmente, rendendo necessarie quelle epifanie tramite le quali l'uomo si ricorda del valore della vita... per poi scordarlo nuovamente.


   
   Ma chi era Augusto Monterroso? Basta una ricerca rapida sul web per scovare ogni tipo di informazione. Con gli strumenti che possediamo, l'unica prerogativa è la curiosità. Per questo motivo, la mia intenzione è condividere le mie impressioni e riflettere su quegli sprazzi d'arte che colorano il mio interesse, nella speranza di destare anche il vostro, nella speranza di fare sempre piacevoli scoperte. Non importa sapere quando nacque Monterroso, importa sapere cosa ci ha lasciato, cosa resta di lui, cosa leggiamo noi di ciò che esplicitamente non ha scritto, e cioè che se si pensasse alla vita come ad una effimera e preziosa occasione per lasciare un'impronta su questa terra, probabilmente la si sfrutterebbe, non solo di più, ma anche in maniera decisamente positiva.

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