sabato 21 settembre 2013

Clara Sánchez, La voce invisibile del vento

SCHEDA LIBRO

Titolo: La voce invisibile del vento
Titolo originale: Presentimientos
Autore: Clara Sánchez
Editore: Garzanti
Pagine: 368
Prezzo: 18,60 €
Valutazione: * (lettura interrotta)

  Nella mia vita, sono pochissimi i libri che ho abbandonato a metà lettura e, quelle rare volte in cui mi è capitato, ho sempre pensato che non era ancora il suo turno e che, in futuro, l'avrei capito di più. Attribuivo, insomma, la colpa del fallimento a una mia mancanza. Questa volta, però, non ce l'ho proprio fatta a portare a termine il mio impegno, per due motivi: 1.la lettura deve essere un piacere e non un obbligo; 2.dai libri voglio trarre qualcosa, in questo caso stavo solo apprendendo cosa NON fare.

   Di Clara Sánchez non conosco le altre opere e mi riservo per il futuro la lettura di Il profumo delle foglie di limone (se ha avuto tanto successo e ha ricevuto il premio Nadal ci sarà un motivo). La voce invisibile del vento, però, stenta a partire, le parole si trascinano faticosamente, per quanto l'idea che ne è alla base si rivela originale. Il modo di presentare le vicende lo ritengo troppo piatto per un'autrice affermata, che avrebbe potuto giocarci di più. 
   Di un libro, apprezzo sempre la storia, ma ancor di più il modo in cui la si presenta e, in questo caso, le descrizioni sono precise, lente, a volte superflue, ma soprattutto discostano dal tema presentato, ovvero il racconto dei movimenti della protagonista, Julia, persa in una località di vacanza, Las Marinas, che altro non è che la descrizione dei suoi pensieri intrappolati in un corpo in coma. L'idea alla base è originale, ma la il modo di presentarla non è coinvolgente. 
   Julia, appena giunta nell'appartamento dove trascorrerà le vacanze con la sua neo-famiglia (il marito Félix e il figlio di sei mesi Tito), va alla ricerca di una farmacia, dopo essersi accorta di aver dimenticato a Madrid il latte per il piccolo. Inizia così questo viaggio suggestivo in una città nella quale si perde. Grazie ad una struttura che alterna la prospettiva di lei con quella del marito, sappiamo che Julia, in realtà, ha avuto un incidente ed è ricoverata in ospedale. 
  Lo stile dovrebbe rispecchiare il significato delle parole (e questo ci è stato insegnato già dai tempi di Dante), quindi, in alcuni casi, una scrittura lenta e dettagliata potrebbe anche essere adeguata, ma dipende sempre dall'obiettivo. Diverse recensioni parlano dello stile  di Clara Sánchez come di "fluido", ma credo si faccia confusione tra "semplicità" e "fluidità". Il suo stile è semplice, non prolisso, il linguaggio è colloquiale, eppure non scorre.
  Insomma, ho scoperto un vantaggio del kindle: per fortuna ho comprato l'e-book, pagato solo un paio d'euro grazie all'offerta lampo di Amazon. Non avendo completato la lettura, mi rendo ben conto che la mia non può essere una vera recensione, ma non credo che il mio parere sarebbe cambiato una volta terminato. Avevo solo l'impressione di star perdendo tempo. 
  Ovviamente questo è il mio parere, sulla base delle altre mie letture e delle mie conoscenze; non è detto che altri lettori non possano apprezzare questo romanzo.

4 commenti:

  1. Ho avuto anch'io le stesse sensazioni leggendo il primo libro di Clara Sanchez "Il profumo delle foglie di limone": storia pesante, narrazione lenta, pagine e pagine di descrizioni inutili...insomma abbandonato a metà (anch'io non amo lasciare le letture in sospeso ma non ce l'ho proprio fatta a finirlo!)

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    1. Mi rincuori, sia perché mi fai capire che il problema allora non è mio, e poi perché mi stai risparmiando anche altro tempo che avrei dedicato a "Il profumo delle foglie di limone". Quest'ultimo ha avuto così successo che pensavo ci fosse un motivo...
      Ora sto leggendo "Il sogno più dolce" di Doris Lessing... tutta un'altra cosa! :-)

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  2. Pensa che io avevo iniziato a leggere piena di belle speranze Il profumo delle foglie di limone (in spagnolo) e l'ho abbandonato dopo un centinaio di pagine per le tue stesse ragioni (quindi nel caso ti chiedessi se è la traduzione a peccare, no non lo è)... credo che la Sanchez sia un caso letterario gonfiato...

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    1. Anch'io adoro leggere in spagnolo e infatti è proprio quello che mi sono chiesta: che la traduzione l'avesse danneggiato?! A quanto pare no... Hai detto benissimo: un caso letterario gonfiato!

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