lunedì 9 settembre 2013

Il turno di notte lo fanno le stelle

 

DONNA - Io no, per me la cima conta, è importante per me arrivare dove non c'è più nessun passo da aggiungere. La cima è il mio punto e a capo. Bello per me che coincide con il cielo.

   C'è differenza tra "incompleto" e "non-finito" - almeno "artisticamente parlando". Lo sapeva bene Michelangelo e le sue statue sprigionate dalla durezza della pietra. Come lo scultore dava movimento alla pietra, Erri De Luca, in questo breve racconto, ci dà un esempio del non-finito narrativo, e non perché sia incompleto. Gli accenni alla vita di tre persone - o quattro, se contiamo anche quella che vive dentro un'altra - sono pennellati attraverso rapidi stralci di dialogo e lapidarie informazioni spaziali, che delineano il movimento attraverso le immagini che suscitano. Si tratta di un testo visivo - non sorprende che dal testo ne sia stato creato un cortometraggio - e metaforico
   Sono combattuta sul giudizio di quest'opera... Posso dire che ne ho apprezzata la parvenza di bozza - come se fosse inutile spendere troppe parole per un significato che può essere espresso tramite il senso della poesia. Eppure, delle volte, basta qualche parola in più, per trasformare l'apprezzamento in meraviglia. Ma forse il perché di questa scelta è da ricercare nelle parole dello stesso autore...

DONNA - [...] Non cambiare nomi alle cose per farle migliori. Così fa la poesia.
MARITO - No, la poesia è un modo più accurato di nominare le cose. Va più vicino alle cose, le sottolinea.

Nessun commento:

Posta un commento