martedì 17 settembre 2013

"Perché non sei anticonformista anche tu, come tutti gli altri?" [G. Pontiggia, Le sabbie immobili]

   Vagando su internet, mi sono imbattuta in alcune immagini-invito all'anticonformismo (come questa sulla sinistra) che mi hanno fatto pensare. Al principio, ho sorriso compiaciuta; poi, mi sono chiesta: ma che si intende per "anticonformismo"? 

  Ho paura che la rivendicazione della propria autonomia di pensiero stia diventando più una moda che un credo personale. Già, perché per quanto ci si vanti di distinguersi dalla massa, nella realtà di tutti i giorni, le persone che non rispondono agli immaginari canoni della società sono i primi ad essere guardati con diffidenza. 

  Io credo che quando l'anticonformismo porta a nuove forme di distinzione sociale, intesa come "superiorità degli uni sugli altri", il suo significato venga travisato. 

  Cos'è, dunque, l'anticonformismo? Per me, non è una scelta, ma la conseguenza delle nostre scelte, e non tutte conducono sempre ad una decisione che sia necessariamente differente dalla massa. Anzi, esattamente nel non considerare se il proprio pensiero o la propria scelta possa essere condivisa o meno dagli altri risiede il vero anticonformismo, e non nel considerare a priori i pensieri degli altri per poi agire diversamente da come farebbero tutti.


   Pensare con la propria testa e agire di conseguenza sono i principi che spronano a non far soccombere la propria individualità, senza mai tralasciare, però, i valori alla base della convivenza umana, primi tra tutti il rispetto per i pensieri altrui e la tolleranza.

   In letteratura, due sono i libri (di quelli che ho letto e nei quali ho riscontrato questo tema) che hanno affrontato l'argomento con delicatezza e precisione: Il buio oltre la siepe di Harper Lee e De vita beata (L'arte di essere felici) di Seneca

   
Sono proprio le strade più battute e più frequentate a trarci in errore. Non c'è dunque nulla di peggio che seguire, come fanno le pecore, il gregge di coloro che ci precedono, perché essi ci portano non dove dobbiamo arrivare, ma dove vanno tutti. Questa è la prima cosa da evitare. Niente c'invischia di più in mali peggiori che l'adeguarci al costume del volgo, ritenendo ottimo ciò che approva la maggioranza, e il copiare l'esempio dei molti, vivendo non secondo ragione ma secondo la corrente.
[Seneca, L'arte di essere felici]

  
  "Tutta la gente pensa di avere ragione e che tu abbia torto..."
  "Hanno il diritto di pensarlo e hanno il diritto di far rispettare la loro opinione", disse Atticus, "ma prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l'unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza."
[Harper Lee, Il buio oltre la siepe]


  Entrambi gli autori insegnano a pensare con la propria testa, senza che questo implichi il voler affermare con aggressività la propria opinione su quella degli altri. Il tutto può essere sintetizzato dalle parole di Leonardo Da Vinci: 
"la semplicità è la più alta forma di sofisticatezza".





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