domenica 20 ottobre 2013

Maria Fornaro, Io sono respiro puro

   Che sia il più irraggiungibile tra i generi? La poesia è una forma d'arte complessa e la sua difficoltà consiste nel sapersi destreggiare con ogni dettaglio della lingua in modo che ognuno di essi sia perfettamente incastrato e adeguato all'altro. Difficile è anche capirla: non sono molti i lettori che amano inoltrarsi nei suoi angoli misteriosi, ma che comunque ci provano, altri invece vi rinunciano a priori. Vero è che si tratta di un modo d'espressione artistica tra i più difficili da dominare, sia per gli scrittori che per i lettori. Che il suo splendore consista proprio nell'essere indomabile? Può essere che sia lei a dominare il poeta, ma il poeta deve comunque offrire la possibilità di lasciarsi guidare nel migliore dei modi.
   Se è presumibile che sia tra i generi più irraggiungibili - e mi riferisco sempre tanto allo scrittore quanto al lettore - è indiscutibile che, al di là dello sforzo e del poeta e del lettore, la poesia è dotata di un'innata spontaneità. In altre parole, per quanto un componimento possa essere perfetto nella forma o per quanto un lettore possa impegnarsi nel cercare il significato della poesia stessa, non c'è bisogno di un motivo concreto per il quale una poesia ci colpisce, perché lo fa sempre con naturalezza. A volte non sappiamo perché ci piace una poesia, né forse la capiamo veramente, eppure sappiamo che ci piace perché scaturisce in noi sensazioni, emozioni, ricordi: evoca, insomma, qualcosa anche solo di impercettibile che ci spinge ad amarla con spontaneità. 
  Poesia è, dunque, l'ingranaggio meccanico nel quale ogni dettaglio tecnico confluisce segretamente, adatto a rappresentare e a suscitare sentimenti, la cui spontaneità cela in sé il fatto che siano stati orchestrati nella forma migliore. Poesia è la magia di una meditata naturalezza.

   Ritenevo doveroso spiegare cosa fosse per me la poesia, prima di presentarvi la raccolta di una scrittrice emergente (si dice così, no? Eppure odio quest'abbinamento). E dopo questa lunga digressione, vorrei dedicare l'attenzione al libro da cui nasce il post.


Copertina del libro "Io sono respiro puro".
   "Io sono respiro puro" è una raccolta di 58 poesie scritte da Maria Fornaro, il cui titolo è dato dal primo verso della prima poesia che introduce le altre, tutte incentrate sul tema dell'amore, un amore quasi tangibile e probabilmente autobiografico, come suggerisce la dedica iniziale "All'uomo della mia vita".
    La prima poesia, intitolata "Io sono", funge da introduzione sia della raccolta che della voce narrante, la quale si descrive attraverso dettagli metaforici rappresentanti delle tematiche e dello stile che verrà sviluppato nelle poesie successive. Tra questi, l'uso dell'anafora e della metafora, che insieme alla similitudine sono le figure retoriche ricorrenti; il riferimento alla natura, sua musa ispiratrice; il tema della felicità e del dolore, entrambi complementari nell'amore. L'ultima strofa si concentra sull'arte, ingrediente essenziale del suo essere, per terminare con la ripetizione del titolo, che chiude il componimento con una struttura circolare.



IO SONO
Io sono respiro puro,
sono sapore di salsedine,
sono profumo di mirto.
Io sono passeggiate sulla spiaggia
sono sabbia che scivola tra le dita,
sono spuma d'onda.
Io sono allegria,
sono leggerezza e felicità,
sono coriandoli di ricordi.
Io sono lacrime sincere
sono risate e dolci carezze,
sono baci d'amore.
Io sono musica,
sono rugiada sul tuo cuore
sono pioggia e sole.
Io sono una pagina di un libro
ancora da leggere,
sono una tela bianca
ancora da dipingere.
Io sono.
  
  Le poesie sono brevi, in versi liberi, a conferire una maggiore immediatezza, tanto che a a volte appaiono come dei cenni: lampi di sentimenti strappati dall'anima e buttati sulla carta in un getto rapido, incontrollato e irrazionale. Affiancati da illustrazioni a matita, i versi descrivono sentimenti di volta in volta rappresentati anche visivamente.
  Per quanto riguarda la forma, mancano in realtà di una metrica studiata e di una struttura solida, sebbene talvolta emerge una timida circolarità nell'emozione espressa, che compare, si sviluppa e scompare, tornando all'origine. La ripetizione di una parola, o più spesso di un'intera frase, mette in evidenza il rimando al titolo (come nel caso della poesia introduttiva).
    Il linguaggio, semplice e colloquiale, denota una profonda dolcezza e sensibilità. Tra i versi, emerge la sincerità dei sentimenti espressi e dell'intimità che diventa inchiostro: Maria Fornaro mette a nudo il suo amore, tinteggiato di enorme fiducia nell'altro. L'amore, come l'arte, significa libertà e dono, e sono entrambi fughe e rifugi dalle trappole del mondo.
     Gli elementi naturali predominano sin dai titoli ("Mare", "Oceano di ricordi", "Nebbia", "Goccia", "Piove", per citarne solo alcuni) e dall'immagine in copertina: un'onda che si infrange impetuosa contro uno scoglio. Tanto il riferimento alla natura quanto la scelta delle parole suggeriscono l'idea di un sentimento incorrotto, naturale, spontaneo, ma soprattutto incontrollabile.
    Anche il tempo è una presenza costante, accompagnando l'amore in ogni dimensione: lo trascina con sé, lo trasforma e lo dilata, in un percorso che, nonostante il candore, o quasi l'ingenuità dei sentimenti - o forse proprio per questo - denota un'incertezza di fondo, e a volte un risvolto doloroso, eppure termina in un "Fascio di luce", che è speranza e illusione.

"La memoria è una strana artista,
cancella, colora, conserva."
I miei ricordi

    La voce narrante, in prima persona, rivela tutta l'intimità alla base delle poesie e si affida completamente alla convinzione quasi fanciullesca del sogno. Lo stesso amore descritto è una sorta di sogno, nella quale si crede con innocenza e un briciolo di consapevolezza.

    Personalmente, la freschezza, la purezza e il candore che ho percepito da queste poesie mi fanno capire che si tratta di  getti di pensieri e sentimenti spontanei, lasciati scorrere sulla pagina senza meditazione previa, ma affidandosi completamente alla volontà e alla libertà di esprimersi senza catene: come se si trattasse di un primo vivace approccio fanciullesco alla poesia e di una visione disincantata e fiduciosa del sentimento. 
   La poetessa non è padrona della metrica, né osa col linguaggio, se non in rari casi, come quando usa metaforicamente la parola "pieghe" associata ai sogni, come se questi fossero tangibili.

"Vieni da me stanotte,
ti aspetto nei miei respiri,
nelle pieghe dei miei sogni."
Vieni da me
   
Nella poesia "Campana di vetro", il ritmo accelera, grazie all'assenza di virgole, che rappresenta un cambio rispetto alle poesie precedenti, che però non viene sviluppato ulteriormente.
    In sostanza, si tratta di una poesia "nuda", ma non di una poesia "svestita": di una poesia, cioè, limpida, candida, pura, essenziale, ma che non si è privata degli orpelli e della consistenza di una poesia raffinata per scelta o provocazione, ma perché non sono stati fatti propri. 
    Fondamentale è coltivale le proprie passioni e il proprio spirito artistico, eppure non bisogna mai smettere di imparare a modellare "demiurgicamente" le idee in parole, a comprenderne i meccanismi tecnici, per poterli poi forgiare secondo l'impeto della creatività, perché ognuno senza l'altro stenta a essere equilibrato. 


SCHEDA LIBRO

Autrice: Maria Fornaro
Titolo: Io sono respiro puro
Editore: youcanprint
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 67
ISBN: 9788891108609
Prezzo: 10 € (3,99 € eBook)

Pagina libro: 
dal quale è possibile leggere un estratto.

Booktrailer:



Nessun commento:

Posta un commento