venerdì 18 aprile 2014

Gabriel García Márquez: quattro consigli di lettura

Soprannominato Gabo, Gabriel García Márquez, vincitore del Premio Nobel nel 1982, è l'autore di opere universalmente conosciute che hanno segnato la storia della letteratura. 
   Di origine colombiana, egli ci ha regalato tra le pagine più preziose mai scritte prima, sviscerando la nostra storia - e in particolare quella latinoamericana - e i sentimenti più comuni e contorti dell'essere umano. La sua opera è un sunto del nostro passato e della nostra esistenza, in quanto società e come singoli individui
   Insieme a Mario Vargas Llosa (autore, tra le altre opere, di La ciudad y los perros e Travesuras de la niña mala), egli è uno dei principali rappresentanti del boom letterario degli anni '60-'70 che ha interessato l'America Latina.  
   Ho letto diversi suoi romanzi e racconti, a partire da Cien años de soledad, innamorandomi da subito del suo stile versatile, che anche quando appare semplice e scorrevole nasconde in sé allegorie e significati più profondi. Ecco brevemente alcuni consigli di lettura...

Nessuno scrive al colonnello
(El coronel no tiene quien le escriba)
1961

Mi vorrei soffermare in primo luogo su questo romanzo-breve, racconto-lungo (chiamatelo come vi pare, tanto che cambia?), pubblicato prima del successo internazionale. Con uno stile essenziale e un linguaggio trasparente - come è l'essenza della vicenda -, l'autore ci racconta una storia di ingiustizia vissuta in prima persona da un colonnello in pensione. Costretto a vivere nella miseria insieme alla moglie, egli attende la lettera con il suo compenso da veterano, in quanto combattente nella guerra civile colombiana ("la guerra dei mille giorni"). Aggrappato a questa speranza, nonostante il pensiero della moglie che osserva la realtà con rabbia e rassegnazione, egli si reca ogni venerdì al porto, per chiedere di quella lettera che ogni venerdì non arriva.
   Concretamente, la speranza è rappresentata da un gallo da combattimento, a cui dedica le sue cure e che nutre rinunciando egli stesso al cibo, pur di guadagnare qualcosa. Questo gallo è il simbolo della tenacia, della forza, della voglia di non arrendersi, ma anche ricordo del figlio. 
   Diviso in capitoletti privi di numero o titoli, il racconto, breve e semplice, procede senza interruzioni, ma va letto con molta attenzione per poter cogliere i taciti riferimenti e contrasti, tra cui l'analogia matrimonio-funerale, il contrasto vita-morte, passato-presente, illusione-realtà, oltre ai diversi oggetti-simbolo, quali l'ombrello.
   Il tempo ripetitivo, che cambia senza cambiare, la memoria, i sentimenti umani (la solitudine, la speranza, lo sconforto...) e il contesto storico-culturale si profilano già come colonne portanti di tutti i suoi lavori.

Cent'anni di solitudine
(Cien años de soledad)
1967

Rinomato in tutto il mondo, "Cent'anni di solitudine" è il romanzo più celebre dell'autore colombiano, con il quale ha inaugurato un nuovo filone letterario conosciuto come Realismo magico. Con questa denominazione si indica un particolare uso della descrizione della realtà che viene arricchita da elementi fantastici, quali miti e leggende locali. La realtà, dunque, viene presentata non solo attraverso il filtro oggettivo della storia, ma anche quello personale delle credenze culturali. Con questo romanzo, Gabriel García Márquez diventa maestro di un nuovo modo di scrivere, che ispirerà altri importantissimi autori quali Jorge Luis Borges e Dino Buzzati. 
   Opera corpulenta, dalla struttura precisa e la trama complessa, la storia ripercorre le diverse generazioni della famiglia Buendía, che vive nell'immaginaria città colombiana di Macondo. Le vicende personali e i riferimenti storici si intrecciano tanto profondamente da diventare un'unica rappresentazione di un mondo in cui il tempo, nonostante tutti i fatti che accadono, sembra essersi fermato e la ripetitività è marcata dall'uso degli stessi nomi che ricorrono come se ogni personaggio si moltiplicasse...
   Un consiglio: prima di iniziare la lettura, armatevi di carta e penna per segnare i nomi dei personaggi e creare pian piano l'albero genealogico; vi sarà molto utile per evitare confusioni!

Ancora qualche cenno ad altri due romanzi...


Cronaca di una morte annunciata
(Crónica de una muerte anunciada)
1981

La capacità di questo autore è quella di non ripetersi mai e riuscire a sorprendere ogni volta, sebbene le tematiche che gli stanno a cuore possano essere le stesse. In quest'altro capolavoro, ad esempio, egli annuncia sin dal titolo la fine del libro: già sappiamo che qualcuno morirà. Ancora una volta, Gabriel García Márquez sa giocare con il tempo attraverso la narrazione, ma in modo nuovo. 
   L'influenza della sua attività di giornalista è evidente nell'intento di scrivere una "cronaca" e di illustrarla, dunque, da un punto di vista oggettivo. A tal fine, egli crea un variegato insieme di punti di vista per far ricostruire al lettore i fatti accaduti. 


L'amore ai tempi del colera
(El amor en los tiempos del cólera)
1985

Opera corposa, quasi quanto "Cent'anni di solitudine", ma decisamente meno impegnativa dal punto di vista dell'intreccio, "L'amore ai tempi del colera" è il racconto originale di una storia d'amore, perché anche le cose più banali, se rielaborate dalla penna di Gabriel García Márquez, diventano originali. Anche qui il tempo (e l'attesa) assume un ruolo primario e i riferimenti al contesto caricano la storia di un livello ulteriore.


   Credo che ogni singola opera scritta da un grande come lui vada letta, proprio perché la grandezza degli autori la si riconosce nella capacità di trasformarsi ogni volta e di conservare uno stile personale senza mai essere ripetitivo e prevedibile. Un esempio, un maestro, un creatore.

3 commenti:

  1. Dei titoli da te segnalati mi mancano L'amore ai tempi del colera e Nessuno scrive al comandante, che leggerò sicuramente, perché il fascino da me esercitato prima dal mitico Cent'anni di solitudine e poi dall'intrigante Cronaca di una mote annunciata ha lasciato la curiosità di conoscere meglio ogni aspetto della narrativa di Gabo. Grazie a questi capolavori, Gabriel García Márquez si è guadagnato l'immortalità.

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    1. Decisamente! Io sono molto curiosa di leggere anche gli altri, perché ogni suo libro si distingue per una determinata caratteristica o un tema, peculiarità che fa di lui un autentico artista.

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  2. Ciao, è un piacere approdare sul tuo blog :) amo profondamente Màrquez, dei libri da te citati mi manca solo "Nessuno scrive al colonnello" che penso recupererò a breve perché sono rimasta a corto di libri di questo autore da leggere. E sia mai!

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