martedì 12 agosto 2014

E.M. Forster, Camera con vista

Scena del film "Camera con vista" (1985)
 di James Ivory tratto dall'omonimo romanzo.
Dov'è ambientato il romanzo di Forster "Camera con vista"? Questa è stata una delle domande presente quest'anno nel test preselettivo del TFA in Lingua e civiltà inglese. La risposta giusta era "parte in Italia e parte in Inghilterra". 
   Pubblicato nel 1908, "Camera con vista" (in lingua originale, A room with a view) è tra le opere più popolari dell'autore - forse perché di più facile lettura -, oltre a Passaggio in India, Maurice e Casa Howard. Molte delle ambientazioni ritratte da Forster nascono da viaggi realmente compiuti, durante i quali ebbe modo di scoprire la sua vocazione di scrittore. Dalla sua conoscenza diretta dell'Italia, ad esempio, nacque lo scenario italiano di "Camera con vista", che si apre a Firenze, precisamente nella pensione Bertolini, dove diversi turisti inglesi ricreano perfettamente la società britannica
   Tra gli ospiti della pensione c'è Lucy Honeychurch, in vacanza con la cugina Charlotte Bartlett, e una strana coppia, schivata un po' da tutti, Mr Emerson e il figlio George. Il narratore esterno introduce sin da subito quelli che saranno i protagonisti del racconto, descrivendo il loro incontro: mentre la cugina si lamenta con Lucy della stanza, data loro senza vista nonostante le fosse stata promessa, il vecchio Emerson interviene per proporre uno scambio di camere.    
   Dopo un primo rifiuto, dovuto più che altro alle convenzioni, Miss Bartlett e la cugina accettano la proposta degli Emerson. Questi, che le convenzioni le rinnegano, vengono esclusi dalla cerchia di turisti inglesi e considerati da tutti piuttosto strani. Lucy, al contrario, mostra una certa simpatia nei loro confronti, stringendo un tacito e inconsapevole legame affettivo col giovane George. Quando il legame si fa più forte e quindi pericoloso e quindi equivocabile, Lucy e la cugina si rifugiano a Roma, ma nulla viene descritto di ciò che vi accade, tutto quello che doveva accadere ha già avuto luogo nella magica Firenze.


   La seconda parte del romanzo è ambientata in Inghilterra, nel Surrey. Lucy sta per sposarsi con Cecil, dopo aver accettato la sua terza proposta di matrimonio. Gli ospiti della pensione Bertolini si ritrovano nuovamente insieme a Windy Corner, dove il ricordo dell'Italia e della sua vista prende il sopravvento sull'equilibrio e la staticità della società inglese.
   Le crepe dell'ambiente borghese nel quale è cresciuta Lucy emergono dopo il viaggio in Italia, dopo essersi allontanata dal suo ambiente naturale e dopo aver conosciuto persone che, sebbene sempre inglesi, si sono rivelate diverse, ma non per questo sbagliate. La lotta contro le proprie origini è faticosa perché implica anche una lotta contro se stessi, cosa di cui Lucy è consapevole, per questo conserva nel profondo il segreto di un amore che significa cambiamento. 
   Non si tratta di un libro che ho amato particolarmente; ben scritto, senza dubbio, ma con poca attenzione alla descrizione della tensione. Sentimenti e conflitti, appena accennati, potevano rivelarsi di una potenza maggiore. Il messaggio dell'autore e l'immagine metaforica tradotta dal titolo, però, sono merito di elogi. 
   Se poi pensiamo che l'Inghilterra nei primi anni del '900 si stava battendo per ottenere il suffragio universale, il personaggio di Lucy può essere considerato come antesignano della donna moderna. Con le sue scelte e la sua voglia di libertà, simboleggia la fiducia dell'autore nel cambiamento, nella possibilità di seguire le proprie idee e di staccarsi dalla massa. La società inglese viene criticata per la sua chiusura e superata dall'atteggiamento di Lucy, capace di andare al di là dell'apparenza, e aperto...come una stanza con vista.

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