venerdì 12 settembre 2014

William Golding, Il Signore delle Mosche

Titolo originale: Lord of the Flies
Anno: 1954
Autore: William Golding (Premio Nobel per la Letteratura)

Un ragazzino su un'isola deserta cammina esplorandola: par proprio di vedere il suo caschetto biondo agitarsi da una parte all'altra. Poco dopo, un altro ragazzino, un po' grassottello, gli si accoda, cercando un po' di considerazione. Sono Ralph e Piggy - soprannome dal quale non sfugge neanche nel nuovo contesto, estraneo a quello scolastico - , smarriti sulla spiaggia, ai quali pian piano si aggrega un numero indefinito di altri bambini. Dopo aver trovato una conchiglia bianca, Ralph vi suona dentro con tutto il fiato che ha, producendo un suono che richiama tutti coloro che si trovano sulla stessa isola. 
   Qualche vago riferimento ad un aereo precipitato fa capire che dei grandi nessuno è sopravvissuto e che questi ragazzini sono soli: devono imparare a cavarsela cercando di agire come farebbero i loro genitori. Poco importa di ciò che è successo prima, l'autore ci descrive ciò che accade adesso: come un gruppo di ragazzini inglesi cercano di organizzarsi in una nuova società e collaborare rispettando i canoni civili con i quali sono nati. 
   Ce la faranno?

"Il Signore delle Mosche" è il primo romanzo di William Golding che, alla prima pubblicazione avvenuta nel 1954, fu già un enorme successo. Diviso in 12 capitoli, con un linguaggio chiaro e uno stile lineare, l'autore mostra la lenta e graduale trasformazione dell'essere umano civilizzato che, immerso nella natura selvaggia, viene da essa richiamato alle origini. 
   I personaggi della storia si dividono in due: coloro che preferiscono il dialogo e coloro che vanno a caccia. I primi sono quelli che convocano l'assemblea servendosi del suono della conchiglia e che tengono vivo il fuoco nella speranza che qualche nave avvisti da lontano la linea di fumo; gli altri, quelli che si dimenticano del loro vecchio mondo, rinunciando, con esso, ai rimasugli di civiltà.
   Oggetti ricorrenti, quali la conchiglia e il fuoco, diventano simboli del desiderio di comunicare: la conchiglia è il mezzo di dialogo e organizzazione sociale all'interno degli abitanti dell'isola; il fuoco rappresenta il tentativo di comunicare con il mondo esterno.
   
Ralph e Piggy in una scena del film
tratto dall'omonimo romanzo

   "Il Signore delle Mosche" è uno di quei libri che consiglierei anche ad un ragazzino, perché adatto a qualsiasi fascia d'età, consapevole del fatto che a seconda della maturità del lettore si raggiunga un diverso livello di interpretazione. Letto in pochi giorni, mi ha colpito sin da subito, soprattutto per la capacità di estraniarsi dal proprio mondo, senza mai staccarsene totalmente, come se si fosse davvero su un'isola lontana, ma con la mente alle colonne portanti della nostra civiltà.
   Consiglio di leggere questo libro e, se vi state chiedendo il perché del titolo, vi lascio senza ulteriori spiegazioni a questo estratto...
Non c'erano ombre sotto gli alberi, ma dappertutto una calma perlacea, e ciò ch'era reale sembrava un'illusione, qualcosa di vago. Il mucchio delle budella era un grumo nero di mosche che ronzavano come una sega. Dopo un po' le mosche scoprirono Simone e, ormai sazie, si posarono lungo i suoi rivoletti di sudore, a bere. Gli fecero il solletico sotto le narici,, gli saltellarono sulle cosce. Erano innumerevoli, nere e d'un verde iridescente; e di fronte a Simone il Signore delle Mosche ghignava, infilzato sul bastone.

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