venerdì 5 dicembre 2014

Jojo Moyes, Io prima di te

Titolo: Io prima di te
Titolo originale: Me before you
Autrice: Jojo Moyes
Anno: 2013
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 390


Avete presente quei libri che non leggereste mai? Quelli che da un giorno all'altro saltano fuori dagli scaffali delle librerie o nei supermercati ma che snobbi alla grande mentre afferri un Orwell o un Calvino? Quei libri che, se non fosse stato per qualcuno o per un caso fortuito, non avreste mai letto ma che, dopo averlo fatto, vi rendete conto di quanto a volte ci carichiamo di pesantezza e non siamo più un grado di leggere qualcosa solo per il piacere di farlo. "Io prima di te" è uno di quelli. Uno di quei libri che mi ha fatto ricordare il piacere della leggerezza, di quella splendida leggerezza che si abbonda spesso crescendo, sepolta dalla nostra seriosità. Per farla breve, a me questo romanzo ha ricordato com'è che si sognava con i libri.

Trama
Louisa Clark è una ragazza di 26 anni, che vive con i suoi genitori e la sorella più piccola Treena, mamma del piccolo Thomas. Lavora come cameriera e trascorre il tempo libero guardando la TV o seguendo gli allenamenti esagerati del fidanzato Patrick, ormai in fissa con l'attività fisica. Perso il lavoro dopo la chiusura del bar, trova un impiego come assistente di un tetraplegico, che ben presto scopre essere un ragazzo di trentacinque anni ridotto in carrozzella dopo un incidente. Difficile immaginarlo un po' per tutti, ma l'uomo costretto ad una vita immobile, non è un anziano, ma un ragazzo, oltretutto attraente. 
Dinamico, colto, curioso...il Will di un tempo - questo il nome del ragazzo - è ormai cambiato (insieme al suo fisico) diventando taciturno, scontroso e sarcastico. Lou inizia un'esperienza che non è solo lavorativa, ma formativa: nella dimora della famiglia Trainor, conosce una realtà ben diversa dalla sua, fatta di problemi seri e sentimenti nuovi, ma soprattutto conosce pian piano una nuova se stessa... 

La mia lettura
Ammetto che l'inizio è stato lento e un po' faticoso, sia perché non nutrivo chissà quante speranze di cambiare idea su un libro che rientrava nei miei canoni di "commerciale", sia a causa di uno striminzito tempo libero. Poi mi sono beccata l'influenza e ho avuto finalmente più tempo da dedicargli, riassaporando quell'antico sapore di immergermi nelle pagine per ore avvolta dalla mia coperta di pile. E qualcosa è cambiato. La storia mi ha coinvolto, fino ad arrivare a una scena che è quella che conservo più nitida: un ballo lento, giocoso, ironico, dolce, sensuale, che gira sui movimenti di un bacio che non arriva. Dopo questo climax, la storia si è srotolata verso la sua conclusione, una conclusione forse un po' ovvia e prevedibile, però...però...la scena di quel ballo e tutto ciò che lentamente ha portato fin lì...valeva davvero la pena leggerlo...
Come afferma l'autrice, bisogna leggere questo libro per quello che è, e cioè: una storia d'amore. Eppure, senza voler polemizzare, il racconto dà adito a questioni aperte e opinabili sul diritto di vivere e quello di togliersi la vita, su quanto ci sia di egoistico nel voler lasciarsi morire pur di non convivere con la propria immobilità e non essere un peso per gli altri, o quanto, al contrario, sia un gesto addirittura altruista. 
Non si tratta di un libro imprevedibile, ma di un libro dolce, che ti cattura pian piano, che, nella sua semplicità, può essere apprezzato da donne mature e ragazzine più piccole. A me, ha risvegliato quel lato romantico e spensierato della adolescente romantica che ero... 

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