sabato 17 gennaio 2015

Joël Dicker, La verità sul caso Herry Quebert

Anno di pubblicazione: 2012
Genere: Giallo
Pagine: 775

Trama
Giovane e già famoso, Marcus Goldman è uno scrittore che ha conosciuto il successo letterario con il suo romanzo d'esordio, ma che, alle prese con il secondo romanzo, vede smarrita l'ispirazione che gli aveva assicurato notorietà, soldi e favore di critica. Il tempo stringe e la data di consegna del suo nuovo libro si avvicina senza nessun progresso; mentre le luci dei riflettori si abbassano e pressione e preoccupazione iniziano a prendere il sopravvento, decide di rifugiarsi a Goose Cove, la tranquilla villa dell'amico, nonché celebre autore del capolavoro "Le origini del male", Harry Quebert. Sarà proprio qui, nella cittadina di Aurora, che ritroverà l'ispirazione, ma soprattutto sentirà la necessità di raccontare una storia vera e agghiacciante...
Il corpo della quindicenne Nola Kellergan, scomparsa trentatré anni prima dalla cittadina di Aurora, viene ritrovato proprio nella proprietà di Goose Cove, insieme al manoscritto originale dell'opera di Harry Quebert, contrassegnato dalla dedica "Addio Nola, tesoro mio". L'arresto del celebre scrittore Harry Quebert è pressocchè immediato.
Marcus Goldman, per scagionare colui che è stato suo mentore, suo professore universitario e di lezioni di vita, oltre che suo amico, inizia ad indagare in prima persona. Harry Quebert confessa di aver vissuto una storia d'amore con la ragazzina quando lui aveva già passato i trent'anni, una storia tenuta nascosta, per quanto possibile, agli occhi della gente.

Cosa ne penso?
Un romanzo perfettamente costruito, in cui narrazione e racconto della narrazione si intrecciano indissolubilmente, in maniera talmente precisa da stufare quasi, da sfociare nell'irrealtà. Ciò non toglie che all'autore vadano i migliori complimenti per l'architettura di una struttura solida, consapevole e lucida, e per aver dato una personale impronta al genere giallo, di cui rispetta i tratti tradizionali che vengono impiegati, però, con l'astuzia dell'aggiunta di una cornice metanarrativa. 
Originale è, senza dubbio, la numerazione dei capitoli, che procede in senso decrescente dal 31 all'1, ognuno dedicato ad un consiglio letterario di Harry Quebert all'amico scrittore Marcus Goldman. Non si può fare a meno di divorare le pagine, per andare alla ricerca di quella verità, che, nonostante le svariate congetture, emerge solo nell'ultimo capitolo. 
Un racconto sicuramente ben scritto, adatto a chi ama il genere ma anche a chi ama le storie intricate e nel frattempo, perché no, ama riflettere sulla narrazione. Pecca nell'esagerazione totale che il libro stesso rappresenta, dal numero di pagine all'intreccio, ma è un libro che dimostra la capacità di poter attrarre il lettore facendolo, al tempo stesso, riflettere, unendo così i due lati della lettura: distrazione e partecipazione.

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