sabato 7 novembre 2015

John Fante, Chiedi alla polvere


"E così questa era la fine, la fine di Camilla e di Arturo Bandini; eppure, anche in quel momento, era come se stessi scrivendo, come se stessi registrando tutto sulla carta. Davanti agli occhi avevo il foglio dattiloscritto, mentre fluttuavo, sbattuto dalle onde, senza riuscire a raggiunge la costa, sicuro che non ne sarei uscito vivo."

Arturo Bandini si descrive da solo, con queste parole. Un ragazzo che non tocca il fondo con i piedi, in balia delle onde, nell'immensità e nell'impeto del mare. Si muove, eppure appare immobile; muore, eppure vive per la scrittura. Arturo Bandini è l'auto-creazione del non-mito: un don chisciotte moderno che crea se stesso senza eroismi. Arturo Bandini è un po' anche lo stesso John Fante. 
Uno scrittore alla ricerca della sua storia, un uomo alla ricerca del suo molo: il protagonista vaga nella realtà a stento per trovare parole da manipolare sui fogli, ma lasciandosi manipolare dalle storie che vive, per farsi oggetto stesso delle paroleArturo Bandini, incapace di equiparare il successo del suo esordio letterario, cerca l'ispirazione per un secondo romanzo, mentre "scrive la sua vita" e il suo amore per Camilla, una cameriera messicana. Ambizioso e alternativo, quanto insicuro e suscettibile al senso di colpa, per via di un'educazione religiosa impossibile da ignorare, Bandini-Fante è un ragazzo che vuole gridare al mondo la sua presenza, ma sembra gridare in silenzio.

Poco importa di che parola, "Chiedi alla polvere" è un libro che va letto, che va conosciuto, che va sfogliato con cautela. Le parole sono sassi, vanno pesate.
Il prologo al libro, illuminante, è stato posto alla fine dell'intero romanzo, ma non sarebbe sbagliato leggerlo anche all'inizio. Tutto parte e finisce da quel prologo.

"Così l'ho intitolato Chiedi alla polvere, perché in quelle strade c'è la polvere dell'Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere."

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