martedì 14 giugno 2016

Jonathan Franzen, Purity

L'esperienza di lettura del nuovo romanzo di Jonathan Franzen non può che tradursi in appunti e spunti di riflessione, che tratterò per piccoli paragrafi.
"Lo scopo di internet e delle tecnologie connesse era 'liberare' l'umanità dai compiti - fabbricare cose, imparare cose, ricordare cose - che prima davano significato alla vita e perciò ne costituivano l'essenza. Ora sembrava che l'unico compito significativo fosse l'ottimizzazione per i motori di ricerca."
Breve presentazione
637 pagine divise in 7 capitoli. Personaggi e focalizzazioni differenti. Una varietà che poggia su una solida struttura. Una varietà tenuta saldamente insieme da Purity, una ragazza dal nome emblematico. Chiamata comunemente Pip, di cognome fa Tyler; vive a Oakland, in California, con coinquilini strampalati in una povera casa. Ha una cotta per uno di loro, Stephen, molto più grande di lei, peccato che sia sposato e condivida una stanza proprio con sua moglie. Impulsiva e senza peli sulla lingua, è molto legata a sua madre, la sua unica famiglia, con cui comunica per telefono, sentendosi continuamente chiamata da lei "micetta". Agisce d'impulso, collezionando figure imbarazzanti e occasioni per cui sentirsi in colpa.  
Fa un lavoro che non le piace, ha una cotta per un uomo che non ricambia e che, anzi, la considera quasi una figlia, è povera e vorrebbe tanto sapere chi è suo padre. Tutte ragioni sufficienti per spingerla ad accettare la proposta di Annagret, una ragazza tedesca che la convince ad aderire al Sunlight Project, un'organizzazione internazionale, simile a Wikileaks, capitanata dal misterioso e idolatrato Andreas Wolf.

L'identità ai tempi di internet 
"Per avere un'identità, devi credere che esistano anche altre identità. Devi sentirti vicino agli altri. E come si crea questa vicinanza? Condividendo segreti."
Il mondo descritto da Franzen è lo specchio di quello attuale e i personaggi nient'altro che possibili persone che ne fanno parte, ognuna con i propri drammi e le proprie caratteristiche, vite individuali e vite sociali, accomunati, però, da un amico: Internet. Dall'uso comune dei social network, ai giornali online fino al furto e alla diffusione di informazioni segrete, l'identità ai tempi di internet è condizionata dall'apparenza, non più solo fisica, quanto informativa. Ogni segnale di presenza online è un tassello di una identità frammentata, forse falsata, ma che rappresenta la prima e la maggiore fonte di notizie.

L'assenza paterna
Essendo Internet il padre dell'identità, la figura umana nella vita reale scompare. Quella descritta è una società di madri: madri mancate come Leila, la giornalista con cui lavorerà Pip; madri "non-madri" come Katya, presente e assente nella vita del figlio Andreas; madri ansiose e misterose come quella di Purity.

Purity
Una copertina bianca, una pelle candida, dei contorni sfumati, senza linee nette a dividere lo sfondo: nella copertina del libro domina il bianco e qualche tratto a delineare un volto femminile. Cos'è la purezza? Cosa significa essere puri? È perché questo titolo?
Il nome della protagonista diventa protagonista. Purezza è tutto quanto c'è ancora di pulito in un mondo sporco, tutto quanto riesce ancora a sopravvivere nell'immondizia. Purity è la speranza della madre, una sua creazione, una sua opera d'arte che ha paura della responsabilità di ciò che significa, per farsi chiamare comunemente "Pip" e confondersi ancora un po' con gli altri, con l'assenza della stessa purezza.

Linguaggio
Nel mondo di internet, dove informazione uguale potere, il linguaggio è il mezzo più efficace per dominare. Oltre ai numerosi e realistici dialoghi, della cui costruzione Franzen è maestro, l'autore americano ci delizia con il personaggio di Andreas Wolf, un moderno Don Giovanni che ammalia grazie alla forza della parole e che gioca con il linguaggio come se fosse l'incarnazione di un nuovo Amleto, che spesso cita nelle sue conversazioni e di cui riprende anche quella "finta" pazzia che gli fa da scudo.

Opinione personale
Dopo aver letto "Le correzioni" (la cui recensione trovate qui) avevo già la sensazione di aprire un libro di un certo spessore, e sin dalle prime righe ne ho avuto la conferma. La scrittura di Franzen è attenta, capace di creare dei personaggi a tutto tondo partendo da elementari e precisi dettagli, che li rendono comuni e allo stesso tempo unici esseri umani. I dialoghi sono un piacere per i lettori e la caratteristica della frammentazione dei punti di vista è ormai una sicurezza del suo stile. La storia si divide nei suoi personaggi, che insieme la ricreano. Lo stile e il linguaggio, insieme ad una grande attenzione per l'attualità, è ciò che amo di questo grande autore contemporaneo.
Ogni capitolo è dedicato ad un personaggio in particolare, ognuno legato alla protagonista e ciascuno funzionale all'integrità della storia stessa. In questo modo, Franzen trascina il lettore nella sua ragnatela, tessuta con maestria. Non si tratta di un romanzo commerciale, di storielle lette solo per passare il tempo, di libri poco impegnativi: con Franzen, c'è sempre quel qualcosa in più.
Eppure... Proprio perché lo considero un grande autore, mi permetto di essere critica (dai "grandi" ci si aspetta sempre il massimo): il finale, dal mio punto di vista, è stato troppo frettoloso. Così attento a infilarti nelle vite dei personaggi e ammaliarti con la sua scrittura piacevolissima, che ha quasi dimenticato di curare, con altrettanta attenzione, il finale (se di "finale" si può realmente parlare, dato che le sue sono storie prese nel loro svolgersi, in un determinato inizio e in una determinata fine, da lui decisi).
Sebbene una mia lieve delusione, amo Franzen, per questo riesco a sopportare anche il fatto di essere leggermente delusa, perché solo i grandi ti deludono.

Nessun commento:

Posta un commento